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Arcidiocesi di Perugia – Città della Pieve

Ufficio Liturgico 2 dicembre 2014 0 Comment

Rimane ancora oggetto di investigazione il problema della prima evangelizzazione di Perugia, che era città etrusca appartenente alla o . Molti indizi lasciano pensare a percorsi altri rispetto a quelli propri dell’Umbria, vale a dire a percorsi lungo la via Cassia, l’Orvietana, la Chiusina. Possedimenti familiari nel territorio di Chiusi sono attribuiti dalla tarda tradizione addirittura al vescovo Costanzo, martirizzato nel 175 d. C. Non sono molte, sebbene significative, le tracce della cristianizzazione di Perugia e del suo territorio; precarie pure le notizie dei suoi martiri nei primi secoli. Un sarcofago dei primi decenni del sec. IV fu rinvenuto nell’area urbica della Cupa: proprio perché di squisita fattura, fa capire che in quegli anni esisteva già a Perugia una fiorente comunità cristiana. Poche le iscrizioni sinora rinvenute, forse del V-VI secolo: quella d’un disco argenteo votivo con il ricordo della chiesa paleocristiana di San Pietro, e quella d’una lapide del Castello di Mandoleto, riferita ad altra chiesa dedicata ai Santi Angeli. D’età già bizantina (VI-VII secolo) è la bella chiesa a pianta centrale dedicata a San Michele Arcangelo nel rione di porta Sant’Angelo; mentre ai secc. VII-VIII risalirebbe la chiesa di San Prospero. A seguito di scavi archeologici eseguiti in città sono comparsi qua e là piccoli oggetti riferibili al culto cristiano: una colombina nella cripta della chiesa paleocristiana di San Pietro, una lucerna in piazza Morlacchi, frammenti di patere votive negli scavi in corso nell’area della cattedrale. Anche preesistenze d’età romana, poi cristianizzate, come Santa Maria “di Ancaelle”, a ridosso del lago Trasimeno, o ambienti sotterranei in territorio pievese non ancora del tutto esplorati, meriterebbero ricerche più approfondite. Il museo diocesano conserva un frammento del Vangelo di Luca del secolo VI e altri codici dei secoli successivi. Nel secolo V è pure documentata nell’agro perugino la diocesi di Arna, avamposto etrusco in territorio umbro, al di là dell’Arno-Tevere ma prossima a Perugia, con il vescovo Vitaliano (495-499). e diocesi furono però distrutti da Totila durante l’assedio di Perugia del 546-548. Non è facile definire parimenti la storia della chiesa cattedrale di Perugia nel primo millennio, trattandosi d’una città etrusca dal tessuto urbano compatto, la quale aveva nell’arce luoghi di culto precristiani che ostacolavano insediamenti della nuova religione. La tradizione perugina parla di più chiese utilizzate all’occasione come “cattedrali”: nella chiesa paleocristiana di San Pietro (secc. V-VI) nell’area cimiteriale del colle Capraro, di recente riscoperta e sottostante, come cripta, la più ampia chiesa monastica di età successiva, fu traslato il corpo del martire Ercolano; corpo che il vescovo Rogerio poi trasferì nel 936, presumibilmente per la fatiscenza di San Pietro, nella chiesa di Santo Stefano del Castellare, che fu intesa come seconda cattedrale. Nel frattempo fu costruita nell’arce della città la prima chiesa romanica dedicata a San Lorenzo, iniziata dal vescovo Rogerio nel 936 e consacrata dal vescovo Onesto come vera e definitiva cattedrale nel 965. Una recente ipotesi vedrebbe nell’antica e non più esistente chiesa di San Giovanni Rotondo, prossima a San Lorenzo, il battistero esterno della cattedrale, accanto alla quale il vescovo Andrea eresse nella prima metà del sec. XI la canonica per la vita comune del clero. Papa Innocenzo III, nel 1198, consacrò l’altare della chiesa di San Lorenzo, e nel 1216 consacrò l’intera chiesa e l’altare della cappella “civica” del patrono sant’Ercolano, cui la cattedrale fu intitolata insieme a san Lorenzo. Il vescovo Frigerio vi trasferì nel 1254 il corpo di sant’Ercolano. Nell’anno del primo giubileo, il 22 marzo 1300, un’assemblea di popolo deliberò la costruzione d’una chiesa più grande, orientata perpendicolarmente alla precedente, affidandone il progetto a fra Bevignate. L’impresa però poté avviarsi solo molto più tardi, ad opera del vescovo Giovanni Andrea Baglioni (1435-1449) e dei suoi successori. Nel 1487 le reliquie di sant’Ercolano dalla cappella furono trasferite nell’altare maggiore. La consacrazione della nuova cattedrale avvenne il 5 aprile 1587 da parte del vescovo cardinale Antonio Maria Gallo.

Tra i vescovi insigni di Perugia occorre ricordare almeno, oltre i martiri Costanzo (175 d. C.) ed Ercolano (547 d. C.), il vescovo Andrea (documentato negli anni 1032-1036), organizzatore della vita comune del clero; Napoleone Comitoli (1591-1624), vescovo attuatore del Concilio di Trento; Gioacchino Pecci, che fu vescovo di Perugia per ben 32 anni, dal 1846 al 1878, eletto cardinale il 19 dicembre 1853, quindi papa, successore di Pio IX. Governò la Chiesa dal 20 febbraio 1878 al 20 luglio 1903, data della sua morte dopo 25 anni di pontificato. Nel 1882 Leone XIII elevò Perugia ad archidiocesi; nel 1972 Paolo VI la eresse sede metropolitana; nel 1986 Giovanni Paolo II unì la diocesi di Città della Pieve a Perugia. Della metropolia fanno parte le diocesi di Assisi-Nocera-Gualdo Tadino, Città di Castello, Foligno, Gubbio.

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lavori di luce

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Contatto About

Chi siamo

Contatto è un gruppo di professionisti specializzati nella progettazione della luce con una lunga esperienza maturata negli anni. Vanta inoltre di molte collaborazioni, anche di rilievo, sia a livello nazionale che internazionale. Offre una serie di servizi: dal concept iniziale al progetto generale.

La richiesta di prodotti personalizzati su misura per ogni esigenza è sempre maggiore sia dall’architetto che dall’utente finale, pertanto l’azienda è organizzata nel proporre, progettare e realizzare prodotti custom.

Vision / Mission

Noi crediamo che la luce sia la concretizzazione di un’idea che il progettista crea, facendola diventare una protagonista silenziosa della realtà. La luce che progettiamo è l’insieme di un qualcosa da sempre esistito e delle più sofisticate tecnologie moderne.

Grazie a questo presupposto, realizziamo il CONTATTO tra funzione ed emozione.

Marco Palazzi

Founder

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Light Designer

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CUSTOM

Ogni ambiente ha le sue esigenze. A volte ci si scontra con problemi di valore tecnico, fisico o anche estetico, senza riuscire a soddisfare una necessità, ma è quando si incontrano i problemi, che nascono le opportunità, ed è per questo, che il nostro team, progetta prodotti custom in grado di soddisfare ogni desiderio, anche quello che può sembrare più difficile.

EVENTI

Grazie all’esperienza maturata negli anni, infatti, ci siamo specializzati anche nell’organizzazione degli eventi, che a differenza di altre, la nostra si sposa con l’elemento “luce” creando una danza di emozioni che uniscono passione, sensibilità e visione.

lavori di luce

Contatto Portfolio

lighting work

emicrania malessere

I sintomi elencati non è detto che si manifestino tutti nello stesso momento. Ciò che sicuramente non manca mai nei casi di ascesso è il forte dolore e il gonfiore della zona interessata.

dolore gonfiore

Nelle situazioni più gravi, quando l’infezione si diffonde, il paziente può non riuscire ad aprire la bocca, avere difficoltà a respirare e deglutire o sviluppare la febbre.

Non esiste un ascesso dentale senza dolore . I pazienti che credono di averne avuto uno, probabilmente sono solo riusciti a risolvere la patologia quando era ancora nella fase iniziale di solo gonfiore . Torna all’Indice

ascesso dentale senza dolore

La prima cosa da chiarire è che un ascesso non guarisce mai da solo e, anche in caso di rottura, è sempre necessario ricorrere a un trattamento medico.

un ascesso non guarisce da solo

Non appena si avverte dolore e si nota che la parte indolenzita tende a gonfiarsi, è bene rivolgersi subito al proprio dentista per una diagnosi.

Per definire se si tratta di ascesso , di solito bastano l’osservazione dei sintomi e la visita di controllo anche se, in rarissimi casi, può essere necessaria una radiografia.

Un ciclo di antibiotici è la cura standard dell’ ascesso ai denti .

antibiotici

Ma, a seconda della situazione, per evitare che l’infezione si ripresenti, il dentista potrà decidere di intervenire:

devitalizzando il dente incisione con drenaggio

Ci si chiede spesso quale antibiotico sia meglio usare per curare un ascesso . Quelli comunemente prescritti sono a base di metronidazolo, amoxicillina e penicillina di semi-sintesi.

quale antibiotico usare per curare un ascesso

Essi vengono spesso abbinati a paracetamolo e acetaminofene in caso di febbre, oppure all’ibuprofene e al naproxene per sedare il dolore.

Dosaggio e tempi di somministrazione non vanno mai improvvisati: è il dentista a stabilirli.

È sempre fondamentale non aspettare troppo tempo prima di curare l’ascesso dentale perché l’infezione può diffondersi a ossa, testa e collo con il rischio di provocare gravi complicazioni, soprattutto quando il sistema immunitario è particolarmente indebolito. Torna all’Indice

L’evento si terrà ad Assago (MI) il giorno 24 Maggio 2017, dalle ore 9:30 alle ore 13:30, al termine del quale seguirà un pranzo offerto dalla PTV Italia Logistics.… Allhqfashion Donna Sandali Con Tacco Alto In Pelle Scamosciata Con Cinturino E Punta Aperta

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